Permitting ed execution: perché autorizzare non basta

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Permitting transizione energetica: perché i progetti rallentano

Permitting transizione energetica: oggi è il principale collo di bottiglia che rallenta infrastrutture energetiche, reti MT/BT e impianti rinnovabili in Italia e in Europa.

Nei giorni scorsi ho partecipato a FUTURENERGY, l’evento organizzato da Forbes Italia.

Si è parlato di energia, decarbonizzazione e partenariati pubblico-privati.

Il confronto è stato di alto livello.

Sono intervenuti Federico Boschi, Edoardo Antonio De Luca, Francesca Mariotti, Enrico Curti e Andrea Cristini.

Tutti hanno portato contributi concreti.

Tuttavia, un punto resta centrale.

Lo vedo ogni giorno da professionista che lavora tra infrastrutture energetiche, execution e HSE.

Il vero nodo irrisolto della transizione energetica è il permitting.

Permitting transizione energetica: perché i progetti rallentano

Per anni il dibattito energetico europeo si è concentrato sulle tecnologie.

Fotovoltaico, eolico, accumuli, idrogeno, smart grid ed elettrificazione dei consumi.

Oggi però il problema non è più capire quali tecnologie utilizzare.

Infatti, molte soluzioni sono già disponibili.

Le tecnologie ci sono.
I capitali anche.
I cantieri sono pronti.

Quello che non regge più è il sistema autorizzativo.

Il vero problema non è la tecnologia

Ed è qui che emerge il grande paradosso italiano ed europeo.

Abbiamo tecnologie mature.

Abbiamo imprese preparate.

Inoltre, abbiamo competenze tecniche diffuse nei territori.

  • tecnologie rinnovabili mature e competitive;
  • reti MT/BT intelligenti e resilienti;
  • infrastrutture gas integrate nella transizione;
  • competenze tecniche diffuse nelle imprese e nei territori;
  • capacità esecutive più evolute rispetto al passato.

Eppure i progetti continuano a rallentare.

Non rallentano per limiti tecnologici.

Né per mancanza di investimenti.

In molti casi, il vero ostacolo è la complessità autorizzativa.

Di conseguenza, il permitting transizione energetica non riesce più a sostenere la velocità dell’execution.

Permitting transizione energetica e tempi autorizzativi

Il paradosso operativo

Un impianto può essere costruito in pochi mesi.

Tuttavia, può restare fermo per anni in attesa delle autorizzazioni.

Questo non è un dettaglio burocratico.

È un problema industriale.

Un progetto fotovoltaico può avere tempi di costruzione molto diversi dai tempi dell’iter autorizzativo. Dimensioni, sito, connessione, opere di rete e prescrizioni cambiano il programma caso per caso.

Senza una serie di progetti comparabili, assegnare a tutti una durata tipica di cantiere o di permitting sarebbe fuorviante. Occorre misurare separatamente le date di autorizzazione, avvio lavori, energizzazione e messa in esercizio.

Una linea MT può essere realizzata in poche settimane.

Allo stesso tempo, può rimanere ferma per mesi in attesa di un parere.

Inoltre, un impianto può essere finanziato, progettato e ingegnerizzato.

Poi, però, può restare sospeso per un dettaglio procedurale.

Non è un problema energetico.

È un problema di sistema.

“La transizione energetica oggi non rallenta per mancanza di tecnologie. Rallenta perché il permitting non riesce più a sostenere la velocità dell’execution.”

Permitting transizione energetica e Pubblica Amministrazione

Uno degli aspetti più critici riguarda la Pubblica Amministrazione.

Questo punto viene spesso sottovalutato.

Il problema non è soltanto normativo.

Non è soltanto procedurale.

È anche strutturale.

Senza tecnici preparati, i progetti non avanzano

Oggi molte Pubbliche Amministrazioni devono valutare progetti energetici complessi.

Tuttavia, spesso non hanno risorse tecniche sufficienti.

Servono competenze su reti elettriche, ambiente, geologia e permitting.

Inoltre, servono competenze su infrastrutture, sicurezza e valutazione tecnica degli impianti.

Quando queste competenze mancano, il risultato è inevitabile.

  • pratiche ferme per mesi o anni;
  • conferenze dei servizi rallentate;
  • interpretazioni non uniformi;
  • investimenti che perdono velocità;
  • obiettivi energetici sempre più difficili da raggiungere.

Per questo il rafforzamento tecnico della PA non è un dettaglio amministrativo. È una condizione industriale per rendere possibile la transizione energetica.

Oggi molti enti gestiscono più progetti rispetto al passato.

Spesso, però, non hanno risorse tecniche sufficienti.

Di conseguenza, diventa difficile analizzare e approvare i progetti con tempi certi.

  • mancano tecnici specializzati;
  • mancano competenze verticali;
  • mancano strutture adeguate;
  • aumentano rallentamenti e tempi imprevedibili;
  • cresce il rischio di interpretazioni non uniformi.

Nel frattempo, il mercato continua a correre.

Le tecnologie evolvono rapidamente.

Gli investimenti aumentano.

La domanda energetica cresce.

Inoltre, le imprese accelerano.

Per questo motivo, il permitting transizione energetica diventa un tema di capacità industriale del Paese.

Permitting transizione energetica ed execution infrastrutturale

Oggi realizzare infrastrutture energetiche è molto più complesso.

Permitting, sicurezza e connessioni di rete devono lavorare insieme.

Allo stesso tempo, servono stakeholder territoriali, logistica e governance operativa.

Quindi non basta avere un progetto tecnicamente valido.

Serve una macchina operativa capace di trasformarlo in infrastruttura reale.

Dal punto di vista dell’execution, oggi siamo in grado di farlo.

  • gestiamo cantieri complessi con standard elevati;
  • integriamo HSE, qualità e produzione;
  • riduciamo tempi e rischi con digitalizzazione e project governance;
  • garantiamo compliance in contesti multi-sito e multi-appaltatore.

Inoltre, le imprese sono pronte.

Allo stesso tempo, anche la filiera è più matura.

Tuttavia, il sistema autorizzativo resta il vero freno.

Quello che continua a non essere pronto è il sistema autorizzativo.

Permitting transizione energetica e reti MT/BT

Nel frattempo, le reti MT/BT diventano sempre più strategiche.

Per anni hanno gestito un sistema centralizzato e prevedibile.

Oggi, invece, devono sostenere nuovi carichi e nuova produzione.

Pensiamo a produzione distribuita, storage e mobilità elettrica.

Pensiamo anche a pompe di calore, comunità energetiche e data center energivori.

La rete non sta semplicemente crescendo.

Sta cambiando funzione.

Per questo motivo, senza reti adeguate e autorizzazioni coerenti, anche gli investimenti più ambiziosi rischiano di rallentare.

Permitting transizione energetica, gas e HSE

Anche il tema del gas viene spesso trattato in modo ideologico.

Tuttavia, chi opera nel settore conosce la realtà operativa.

Oggi il gas resta una componente importante per la stabilità del sistema.

La vera sfida non è creare tifoserie energetiche.

Al contrario, serve costruire un sistema resiliente e autorizzabile.

Serve anche un sistema realmente eseguibile.

Nei progetti energetici moderni, inoltre, la sicurezza non rallenta l’execution.

È ciò che la rende sostenibile.

Il punto finale

Oggi il problema non è più capire cosa costruire.

Il problema è capire se saremo ancora capaci di autorizzarlo in tempi compatibili con la trasformazione energetica che stiamo vivendo.

La transizione energetica europea non si giocherà soltanto sulla capacità di innovare.

Si giocherà soprattutto sulla capacità di eseguire.

FAQ sul permitting transizione energetica

Cos’è il permitting energetico?

Il permitting energetico comprende i processi autorizzativi per realizzare infrastrutture energetiche.

Include anche impianti da fonti rinnovabili, reti elettriche e opere connesse.

Perché il permitting transizione energetica è così importante?

Il permitting transizione energetica determina la velocità dei progetti.

Da questo dipende la possibilità di autorizzare e realizzare infrastrutture, reti e impianti rinnovabili.

Perché il permitting rallenta la transizione energetica?

I tempi lunghi rallentano i progetti energetici.

Inoltre, pesano la carenza di tecnici nella PA e la complessità normativa.

Perché le reti MT/BT sono centrali nella transizione energetica?

Le reti MT/BT devono gestire produzione distribuita, accumuli e mobilità elettrica.

Inoltre, devono sostenere nuovi carichi energivori.

Approfondimenti utili

Pantaleone Turco

Project Manager | HSE Manager | Infrastrutture Energetiche

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Il quadro completo: dai MW autorizzati ai MW operativi

Questo tema è una parte dell’execution gap delle infrastrutture energetiche. Ho raccolto il framework completo nel manifesto From Permitted MW to Operating MW.

Pantaleone Turco
Energy Infrastructure Project Manager · Execution · Grid · BESS · HSE

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