Perché i progetti energetici rallentano: 5 errori di execution

Nel settore energia, un errore di pianificazione o un ritardo nel permitting può costare centinaia di migliaia di euro. Dopo oltre dieci anni nella gestione di infrastrutture energetiche e civili, ho identificato cinque errori ricorrenti che compromettono tempi, costi e continuità operativa.

1. Pianificazione basata su ipotesi ottimistiche

Molti cronoprogrammi non tengono conto dei vincoli reali: tempi di approvvigionamento, permessi, interferenze, condizioni meteo. Il risultato è un piano che “funziona sulla carta” ma crolla al primo imprevisto.

2. Permitting sottovalutato

Il permitting è spesso trattato come un’attività amministrativa, quando in realtà è un driver critico del progetto. Un ritardo autorizzativo può bloccare interi cantieri.

3. Coordinamento insufficiente tra progettazione e cantiere

La mancanza di comunicazione tra progettisti, DL e imprese genera varianti, rilavorazioni e costi extra. Il Project Manager deve garantire un flusso informativo continuo.

4. Assenza di un vero controllo costi

Molte aziende monitorano i costi solo a consuntivo. A quel punto è troppo tardi. Serve un controllo costi proattivo, con indicatori e soglie di allerta.

5. Rischi HSE gestiti in modo reattivo

La sicurezza non è un obbligo burocratico: è un fattore che impatta direttamente tempi e marginalità. Un fermo cantiere può costare più di qualsiasi misura preventiva.

Conclusione

Un progetto energetico funziona quando Project Management, HSE e Risk Control lavorano insieme. Non è teoria: è ciò che permette di consegnare opere complesse senza sorprese.

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Questa sezione fornisce una panoramica del blog, mostrando una varietà di articoli, approfondimenti e risorse per informare e ispirare i lettori.


From Permitted MW to Operating MW

Questa analisi fa parte del lavoro sull’Energy Infrastructure Execution. Leggi il manifesto →

Pantaleone Turco
Energy Infrastructure Project Manager

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