
Nel secondo trimestre 2026 la nuova capacità installata è diminuita dell’82%. Il problema non è quanti progetti annunciamo, ma quanti arrivano realmente in esercizio.
I numeri da cui partire
941.911 sistemi di accumulo
7.961 MW di potenza complessiva
19,3 GWh di capacità installata
Letti così, sembrano numeri importanti. E lo sono.
Ma basta guardarli come si guarda un cronoprogramma per accorgersi che qualcosa non torna.
Nel secondo trimestre del 2026 la nuova capacità installata è diminuita dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2025. La nuova potenza è scesa del 68%.
Negli ultimi dodici mesi il calo è stato del 58% in capacità e del 42% in potenza.
Qui serve una precisazione. Non si sta riducendo il parco esistente. Sta rallentando pesantemente la velocità con cui aggiungiamo nuova capacità.
Ed è questa la misura che conta quando il traguardo ha una data.
Quanto è stato realmente costruito nel 2026
Nel primo semestre sono entrati in esercizio 1,349 GWh di nuova capacità:
- 0,9 GWh in abbinamento a impianti fotovoltaici, prevalentemente accumuli distribuiti;
- 0,4 GWh costituiti da sistemi stand-alone.
Il residenziale, che per anni ha sostenuto quasi da solo il mercato, è arrivato all’undicesimo trimestre consecutivo di calo tendenziale. Nel confronto tra il primo semestre 2026 e quello del 2025 tutte le regioni italiane registrano variazioni negative.
Il dato è contenuto nell’Osservatorio Sistemi di Accumulo di Federazione ANIE del 10 settembre 2026, elaborato sulle informazioni del sistema GAUDÌ di Terna.
Il gap che le aste non cancellano
Secondo il confronto elaborato da ANIE con lo scenario PNIEC del Documento di descrizione degli scenari Terna-Snam, restano da coprire circa 2 GWh negli accumuli distribuiti e 50 GWh in quelli centralizzati.
La prima asta MACSE ha assegnato circa 10 GWh, da realizzare entro il 2027. Altre procedure tra MACSE e Capacity Market dovrebbero aggiungere 16 GWh, con entrata in esercizio prevista entro il 2029.
Anche ipotizzando che tutta la capacità già assegnata o programmata venga costruita nei tempi previsti, resterebbero ancora circa 24 GWh da realizzare entro il 2030.
Un’asta assegna capacità. Non consegna un impianto.
Tra aggiudicazione ed esercizio ci sono disponibilità delle aree, connessioni, progettazione esecutiva, autorizzazioni secondarie, procurement, trasformatori, opere civili, integrazione SCADA, prove, commissioning e accettazione da parte del gestore.
Poi arrivano le interferenze che raramente entrano nei comunicati: accessi, varianti, subappalti, squadre indisponibili, forniture fuori sequenza e responsabilità divise tra soggetti diversi.
Per questo i 26 GWh già assegnati o programmati non possono essere trattati automaticamente come 26 GWh disponibili.
Fino al collaudo sono una previsione.
Il controargomento: il mercato non è fermo, sta cambiando
La frenata non significa necessariamente che il settore BESS italiano sia in crisi.
Una parte importante del calo dipende dal ridimensionamento del mercato domestico dopo la stagione degli incentivi. Nel frattempo, il segmento large utility scale ha già raggiunto circa 7,4 GWh, pur con un numero limitato di impianti.
Il mercato sta cambiando struttura: meno piccoli sistemi e più grandi infrastrutture.
Ma questo non elimina il problema. Lo rende più complesso.
Un impianto domestico e un BESS utility scale non hanno lo stesso percorso autorizzativo, finanziario, costruttivo e di connessione. Spostare la crescita verso impianti più grandi significa concentrare più capacità in un numero inferiore di progetti. Ogni ritardo pesa di più.
Curtailment: non basta aggiungere batterie
Nel 2025 sono stati limitati circa 0,8 TWh di generazione rinnovabile, secondo il dato ARERA richiamato da ANIE.
Non tutta quell’energia avrebbe potuto essere recuperata semplicemente aggiungendo batterie. Contano la localizzazione, le congestioni, la durata dell’accumulo, la capacità della rete e le condizioni di mercato. Dire il contrario sarebbe tecnicamente debole.
Il segnale, però, resta: stiamo aggiungendo generazione variabile più rapidamente di quanto stiamo costruendo parte delle infrastrutture necessarie per gestirla.
La data da tenere sotto controllo
La prossima asta MACSE è prevista per il 24 novembre 2026. Il meccanismo è essenziale per far entrare nuova capacità di stoccaggio nel sistema. La documentazione aggiornata è disponibile nella pagina ufficiale di Terna dedicata al Mercato a termine degli stoccaggi.
Ma la domanda che farei oggi non è quanti GWh verranno aggiudicati.
Quanti di quei GWh saranno realmente disponibili, connessi e collaudati alla data promessa?
La transizione energetica non si misura quando viene pubblicata una graduatoria.
Si misura quando l’impianto entra in esercizio.
Fonti
- Federazione ANIE – Osservatorio Sistemi di Accumulo, 10 settembre 2026.
- Terna – Mercato a termine degli stoccaggi.
- Terna – Relazione finanziaria annuale 2025.
Pantaleone Turco | Project Manager & HSE Specialist
From Permitted MW to Operating MW
Questa analisi rientra nel framework sull’execution delle infrastrutture energetiche: dalla maturità progettuale all’energizzazione e al commissioning. Leggi il manifesto completo →
Pantaleone Turco
Energy Infrastructure Project Manager · Execution · Grid · BESS · HSE


