Industria europea, energia e reti: la competitività si giocherà sui MW disponibili

Energia & Transizione

Industria europea, energia e reti: la competitività si giocherà sui MW disponibili

L’industria europea mostra segnali di ripresa. Ma costo dell’energia, reti elettriche e tempi di connessione rischiano di diventare uno dei principali vincoli agli investimenti.

Industria europea ed energia sono ormai due temi impossibili da separare.

Per anni abbiamo parlato della crisi del manifatturiero europeo.

Costi energetici, concorrenza cinese, Inflation Reduction Act americano, guerra in Ucraina, inflazione e problemi nella supply chain.

Adesso però arriva un segnale diverso.

Ad agosto 2026 il PMI manifatturiero dell’Eurozona è salito a 52,8, il livello più alto da oltre quattro anni.

Anche i nuovi ordini stanno tornando a crescere e dalla Germania arrivano segnali migliori rispetto agli ultimi anni.

È presto per parlare di una nuova stagione industriale europea.

Ma se questa ripresa dovesse consolidarsi, dovremo rispondere a una domanda molto concreta.

Il sistema energetico europeo è pronto a sostenere una nuova fase di crescita industriale?

Non parlo soltanto di quanta energia riusciremo a produrre.

Parlo del suo costo, di dove sarà disponibile e soprattutto di quanto tempo servirà per portarla alle imprese.

Il costo dell’energia resta un problema industriale

Quando parliamo di competitività dell’industria europea mettiamo spesso nello stesso contenitore produttività, fiscalità, costo del lavoro, innovazione, regolazione e incentivi.

Sono tutti fattori importanti.

Ma per molti settori industriali ce n’è uno impossibile da ignorare: il costo dell’energia.

Secondo la Banca Centrale Europea , nel 2025 i prezzi dell’elettricità per le industrie europee ad alta intensità energetica sono stati mediamente più del doppio rispetto agli Stati Uniti e circa il 50% superiori rispetto alla Cina.

>2X
Prezzo dell’elettricità industriale europea rispetto agli USA
+50%
Prezzo dell’elettricità industriale europea rispetto alla Cina

Per un’acciaieria, una cartiera, un’industria chimica o qualsiasi processo fortemente energivoro non è una differenza teorica.

Finisce direttamente nei costi di produzione.

L’industria europea può compensarne una parte con tecnologia, automazione, qualità e produttività.

Ma non possiamo considerare l’energia una variabile secondaria.

Non basta installare nuovi GW

L’Europa sta accelerando sulla generazione rinnovabile.

Ed è necessario.

Secondo la International Energy Agency , tra il 2026 e il 2030 nella sola Unione europea sono previsti oltre 400 GW netti di nuova capacità rinnovabile.

Nello stesso periodo crescerà anche la domanda elettrica.

Industria, mobilità elettrica, pompe di calore, accumuli, digitalizzazione e data center stanno modificando rapidamente il sistema.

La IEA prevede che tra il 2026 e il 2030 la domanda mondiale di elettricità crescerà mediamente del 3,6% ogni anno.

Produrre più energia non significa automaticamente poterla utilizzare dove serve.

Tra la centrale e la fabbrica c’è la rete.

Ci sono cabine e stazioni elettriche, trasformatori, elettrodotti e cavidotti.

Poi ci sono autorizzazioni, connessioni, procurement, cantieri, collaudi e commissioning.

È qui che gli obiettivi energetici incontrano la realtà fisica del sistema.

Oltre 2.500 GW aspettano una connessione

Secondo la IEA , oltre 2.500 GW tra nuova generazione, sistemi di accumulo e grandi carichi risultano nelle code di connessione a livello mondiale.

È una quantità enorme.

Negli ultimi anni gli investimenti nella generazione sono cresciuti più rapidamente rispetto alla capacità di adeguare le reti.

Possiamo avere il progetto, il capitale e perfino l’autorizzazione. Ma prima o poi qualcuno deve rispondere a una domanda: quando possiamo avere la potenza richiesta?

Per un investitore quella risposta può modificare completamente il progetto.

I data center stanno anticipando il problema

Il settore dei data center è probabilmente uno dei posti migliori dove osservare ciò che sta accadendo.

La domanda di capacità elettrica è enorme e i tempi degli investimenti sono molto più rapidi rispetto ai tempi necessari per sviluppare alcune infrastrutture energetiche.

Secondo dati JLL riportati da Reuters , i grandi data center europei previsti tra il 2026 e il 2028 saranno localizzati mediamente a circa 175 km dai principali hub, contro appena 46 km per quelli sviluppati tra il 2022 e il 2025.

Non è soltanto una questione di costo dei terreni.

Gli operatori stanno cercando territori dove sia più semplice trovare energia e capacità di connessione.

La International Energy Agency evidenzia che nell’Unione europea ottenere una connessione per un nuovo data center può richiedere diversi anni, con differenze importanti tra i vari Paesi.

Una domanda che conterà sempre di più
Quanto vale un MW disponibile oggi?

Quanto vale un MW disponibile oggi?

Siamo abituati a ragionare sul prezzo del MWh.

Giustamente.

Ma per la nuova industria elettrificata conterà sempre di più anche il valore della potenza realmente disponibile.

Immaginiamo due territori.

Il primo offre incentivi migliori, ma la potenza richiesta sarà disponibile tra sette anni.

Il secondo costa leggermente di più, ma può garantire una connessione in due.

Dove verrà realizzato l’investimento?

Non esiste una risposta valida per ogni progetto.

Ma la disponibilità di rete entrerà sempre più spesso nelle decisioni industriali.

Un MW disponibile oggi non ha lo stesso valore di un MW promesso tra otto anni.

La geografia industriale europea potrebbe cambiare

Per decenni abbiamo scelto la localizzazione degli impianti valutando soprattutto logistica, infrastrutture, manodopera, fiscalità, incentivi e vicinanza ai mercati.

Questi fattori continueranno a contare.

Ma l’elettrificazione ne sta aggiungendo un altro:

Dove sono disponibili i MW?

I data center stanno già modificando la propria geografia per questa ragione.

Non è difficile immaginare che lo stesso ragionamento possa interessare progressivamente altre attività industriali.

In questo scenario una rete elettrica efficiente non è più soltanto un’infrastruttura energetica.

Diventa una leva di politica industriale.

Industria, generazione e reti hanno tempi diversi

Qui emerge una delle criticità che considero più importanti.

La domanda elettrica può crescere rapidamente.

Un investimento industriale viene deciso sulla base di piani di pochi anni.

Anche molti impianti di generazione possono essere sviluppati relativamente rapidamente.

Le grandi infrastrutture di rete, invece, possono richiedere tempi molto più lunghi.

Industria

Decisioni di investimento su orizzonti relativamente brevi.

Generazione

Molti nuovi impianti possono essere sviluppati più rapidamente.

Reti

Tempi spesso più lunghi e maggiore complessità realizzativa.

Se uno dei tre rimane indietro, rallenta gli altri.

La transizione energetica entra nella fase dell’execution

Negli ultimi anni abbiamo fissato obiettivi molto ambiziosi.

Adesso arriva la parte più complessa: realizzarli.

Chi lavora sui progetti lo vede ogni giorno.

Tra una strategia approvata e un impianto realmente operativo esiste un mondo fatto di progettazione, permitting, procurement, supply chain, trasformatori, cavi, imprese, cantieri, sicurezza, collaudi e messa in servizio.

Possiamo aumentare gli obiettivi.
Possiamo stanziare miliardi.

Ma qualcuno deve trasformarli in opere.

Questa parte riceve molta meno attenzione rispetto agli annunci sui GW.

Eppure è quella che decide quando quei GW diventano realmente disponibili.

Politica energetica e politica industriale non possono più viaggiare separate

Se vogliamo che l’industria europea si elettrifichi, dobbiamo costruire il sistema che le permetta realmente di farlo.

Non basta chiedere alle imprese di decarbonizzare.

Dobbiamo garantire energia competitiva, infrastrutture adeguate e tempi compatibili con gli investimenti.

Servono rinnovabili, accumuli, interconnessioni e flessibilità.

Ma soprattutto servono reti.

Perché possiamo produrre tutta l’energia che vogliamo.

Se non riusciamo a portarla dove viene consumata, abbiamo risolto soltanto metà del problema.

Sul mio blog approfondisco regolarmente il rapporto tra energia, infrastrutture ed execution dei progetti . Puoi inoltre consultare gli altri approfondimenti dedicati a energia e reti .

Una domanda per i prossimi anni

La prossima competizione potrebbe essere per i MW

Nei prossimi anni continueremo a misurare GW installati, produzione rinnovabile e riduzione delle emissioni.

Io aggiungerei qualche domanda.

Quanto tempo serve per ottenere una connessione industriale?

Quanta capacità di rete è realmente disponibile?

Quanti investimenti abbiamo perso perché l’infrastruttura sarebbe arrivata troppo tardi?

La prossima competizione industriale europea potrebbe non essere soltanto per capitali, incentivi o competenze.

Potrebbe essere per i MW disponibili.

Pantaleone Turco
Project Manager & HSE Specialist

Project Management, infrastrutture energetiche, HSE ed execution.

Fonti e approfondimenti


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Pantaleone Turco
Energy Infrastructure Project Manager · Execution · Grid · BESS · HSE

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